9 nov 2018

Intervista con Enrico Antonio Cameriere, Autore di Ucciderò Piero Pelù

Copertina Ucciderò Piero Pelù
Buon pomeriggio, carissimi lettori!
Sono già passati diversi giorni da quando ho pubblicato l'ultima intervista a tu per tu con l'autore, ecco perché oggi avrò il piacere di presentarvi lo scrittore Enrico Antonio Cameriere. Enrico, nato a Reggio Calabria e classe '61, ha avuto davanti a sé una carriera molto intensa ed inoltre ha vinto numerosi premi nazionali e internazionali per poesie, racconti, fotografia e anche satira.
Tra i suoi libri più importanti figurano Gli incantatori di fotoni (Città del Sole Edizioni, 2007), Il cinema ve lo imparo io (GoWare, 2015), No hurricane (Meridiano Zero, 2017).
In questa intervista, però, ci concentreremo sul suo ultimo libro Ucciderò Pierò Pelù, al momento disponibile in versione ebook.
Ma come avrà risposto Enrico alle nostre domande?
Scopritelo qui sotto!

1. Iniziamo con le presentazioni. Parlaci un po' di te, autore!
La mia scrittura è mutevole, mi piace avventurarmi sempre in campi diversi. Questo è il mio quarto libro (quinto se si considera anche uno di fotografie) e ogni volta è un’avventura diversa. Il tratto comune che in ogni caso mi caratterizza è l’ironia. Le mie precedenti esperienze in cinema, teatro, pubblicità, radio e satira tendono a confluire nei miei scritti.

2. Come hai scoperto la passione per la scrittura?

In modo del tutto casuale, Fino ai quarant’anni credevo di non essere assolutamente portato per la scrittura. Avevo solo messo giù pochi versi, che tenevo in un cassetto, poi li mandai a un concorso, vennero selezionati e cinque mie poesie furono pubblicate in un’opera multimediale a cura di Alda Merini. Da quel momento cominciai a scrivere qualche raccontino, poi affrontai la prima storia lunga, al momento inedita, prima o poi ci rimetterò mano.

3. Come ti sei sentito a pubblicare per la tua primissima volta?
Scoperto. La prima parola che mi viene in mente è “scoperto”, perché racchiude un po’ tutto nella sua ambivalenza: da una parte qualcuno ha desiderio di leggerti e ti scopre, dall’altra sei più esposto quando esterni il tuo mondo. Il sentimento è stato duplice: felicità e anche un po’ di timore.

4. Parlaci un po' del tuo libro e degli aspetti più difficili!
Forse il finale è stato quello che mi ha creato maggiori problemi, ero molto indeciso su come terminare la storia, avevo diverse ipotesi, ma appena ho avuto l’idea, ho capito che tutto era stato scritto in funzione di questa chiusura. La storia parla di un direttore della fotografia con tratti di genialità, ma al contempo asociale e ossessivo. Lavora per la realizzazione di un film, mentre pensa alle sue mille storie irrisolte con le donne. In questo contesto aspetta un concerto di Piero Pelù, mostrando sempre di più i lati complicati del suo carattere.

5. Come è venuta fuori la tua storia? Hai meditato a lungo su cosa scrivere e come svolgerla, oppure è venuto tutto sul momento come un pazzesco big-bang man mano che scrivevi?
Ho scritto il romanzo tutto di getto, viaggiavo all’alba per recarmi al lavoro, diverse ore di treno e ho scritto tutto rigorosamente a penna su dei quaderni che conservo ancora. La prima esigenza è stata quella di parlare di un periodo della mia vita in cui lavoravo nel cinema, mano a mano, però alcuni personaggi si sono dotati di una vita propria e hanno cominciato a muoversi in maniera autonoma.

6. Parlaci dei tuoi personaggi preferiti e dicci che ne pensi!
Il protagonista si chiama Arturo Catalano, il riferimento è ad Arturo Bandini di Chiedi alla polvere, amo Fante e mi sembrava doveroso. Il cognome invece è dedicato a Manuel Vazquez Montalban, che era Barcellonese, quindi catalano. Il suo personaggio ha mille sfaccettature: irriverente, esasperante, geniale e scontroso. Credo che lo si ama o lo si odia. Ovviamente un ruolo importante ha Piero Pelù, mi è piaciuto mettere un personaggio reale nel contesto della storia, lui mi sembrava l’ideale: un cantante rock degli anni 90 con un grande seguito di fan e tratti “trasgressivi” del suo comportamento. Il mix tra le due personalità mi sembrava perfetto. Il libro è denso di tanti personaggi e mi sento legato a tutti: Lars, Eleonora, Daniela, Jorge e, soprattutto Eddie.

7. Adesso fai parlare uno di loro e facci sapere cosa pensa del suo creatore!
Arturo mi odierebbe, ovviamente. Odia tutti e avrebbe senza dubbio molto da ridire su di me, per come l’ho descritto. In fondo, per il suo aspetto narcisistico, credo mi sia anche un po’ grato, anche se non me lo dirà mai.

8. Ritornando a te, caro Autore: come descriveresti il tuo libro in poche parole?
Direi che è una storia che viaggia sempre sul filo tra il drammatico e l’ironia e mai prevale un aspetto sull’altro. In fondo è la vita a essere così, a chi non è mai capitato di ridere nei momenti più drammatici? In fondo il sorriso è il modo migliore per esorcizzare la morte. Il libro affronta in maniera talvolta leggera, talvolta più seria il complicato coacervo dei rapporti tra le persone, in tutto immerso nelle due mie grandi passioni: il cinema e il rock.

9. Per adesso hai in cantiere qualche altro libro da farci leggere in un futuro prossimo?
I miei cassetti traboccano sempre. Nel prossimo futuro avrò una pubblicazione con mio fratello Roberto, antropologo forense: un giallo ambientato in provincia di Reggio Calabria. Sto poi lavorando su altri romanzi che vorrei rifinire prima di farli uscire dal cassetto.

10. Pensi che questa intervista possa essere d'aiuto a qualche altro scrittore che non ha ancora pubblicato?

Davvero non so, ognuno ha la sua strada e molteplici sono i modi per trovarla, sarà banale, ma consiglio loro di non mollare mai. Per questo romanzo ho aspettato più di quindici anni, in attesa dell’editore giusto. Ovviamente nel frattempo ho pubblicato altro, ho fatto teatro, fotografia, radio, satira, ma “Ucciderò Piero Pelù” restava la mia ossessione primaria. Un po’ di Arturo c’è dentro tutti noi, bisogna solo scovarla e domarla.

11. Saluta i tuoi lettori!

Spero vi perdiate anche voi nei magici e complicati mondi di Arturo.

TRAMA Ucciderò Piero Pelù
In una Milano degli anni Novanta, Arturo Catalano, un giovane di talento che ha splendide intuizioni visive, si sta preparando alla lavorazione di un film indipendente, come direttore della fotografia.
Con l’inizio della realizzazione del film la sua vita reale pare confondersi spesso con la storia che sta cercando di riprodurre. La linea di demarcazione tra i due mondi diventa sempre più esile. Nella sua mente l’ossessione per la luce, vista come elemento catartico e di astrazione, si fonde con il suo rapporto tormentato con le donne. Cova una non dichiarata misoginia derivante dall’incapacità di rapportarsi con le ragazze.
Il registro della narrazione è mutevole, spesso ironico, ma anche surreale e drammatico, a tratti noir.
Nel mondo interiore di Arturo prendono vita vere e proprie personificazioni che gli consentono di avere un dialogo che sempre di più gli manca nel reale. In questa situazione, quasi per focalizzare la sua crescente rabbia verso il mondo, Arturo concentra il suo odio su Piero Pelù, colpevole di avere una relazione con una ragazza da lui amata tempo prima.
Allora la sua furia rabbiosa gli prende la mano.